IL SENSO DEL CIRCO CONTEMPORANEO

Il Circo è una parte molto forte dell’immaginario culturale del mondo occidentale e non solo. E’ uno dei mondi che racchiude e rappresenta l’universo di espressione simbolica e archetipica dell’Uomo.
Da sempre tutte le abilità circensi sono state ‘la sfida contro la forza di gravità e della Natura tutta’, sia che fossero gli oggetti (nella giocoleria e nell’antipodismo,…) sia che fossero gli stessi corpi degli uomini ( nell’acrobatica, equilibrismo, abilità aeree,…) a lanciarla; e la sfida si è fatta sempre più interessante, per spettatori ed artisti, quanto più la si portava all’estremo delle possibilità umane, rendendo più vicino l’archetipo dell’uomo metà uomo/metà dio, forse dell’uomo come dio.
E a ben vedere attraverso l’esperienza, le attitudini cui le abilità fanno appello appartengono certamente ad una sfera complessa ed articolata dell’espressione umana; una sfera che coinvolge contemporaneamente il corpo e la mente molto prepotentemente, in una modalità che unisce una grande intensità di sforzo e preparazione (tipica degli sport agonistici), una singolare capacità di concentrazione (comune a pratiche come lo yoga, il free climbing o il parapendio), un desiderio di realizzazione interiore (simile a quella di un sincero percorso teatrale).
Molte delle abilità necessitano di una pratica costante individuale, di una autodisciplina gratificata dal raggiungimento degli obbiettivi che ci si era posti; ma non esiste abilità che si apprenda da soli: per natura stessa di queste, esse devono essere trasmesse, si affinano guardando, chiedendo, partecipando alla vita di gruppo di chi già possiede il “saper fare”; nelle abilità aeree (trapezio, corda, boungee,…) o nell’acrobatica veloce, anche la pericolosità ne rendono inevitabile la trasmissione tra chi ha esperienza e chi la sta acquisendo.
Le abilità circensi, dunque - sia che ci si ponga un personale obbiettivo di affinamento, sia che si voglia arrivare ad esprimersi in spettacolo - costituiscono una possibilità di percorso di crescita individuale e di gruppo, un invito a fortificare forza di volontà, rapidità, intuizione, sensibilità sia tattile che espressiva, una spinta al lavoro collettivo, collaborativo.
Non esiste CIRCO, da soli!!!

In più, il mondo del Circo, e ancor prima quello dei saltimbanchi, è sempre stato il luogo di incontro di differenti culture, dove la diversità è sempre stata sinonimo di patrimonio e non di chiusura. Non esistono abilità che non siano riconosciute come caratteristiche di alcuni popoli (ad es. l’acrobatica è cinese, il trapezio volante dei sud americani, il contorsionismo è mongolo,…), ma che nello stesso tempo non siano state condivise da quei popoli con tutti gli altri. È un mondo in cui l’emigrare, il viaggiare, lo spostarsi è dignitosamente, faticosamente, magicamente legato alla creatività del guadagnarsi la vita.

E ancora, per quanto a volte incomprensibile, il mondo del Circo è un mondo fatto di rituali sociali, terminologie, metodologie molto precisi, riconoscibili, trasmissibili da adulto a bambino. Cosa che costituisce una fonte di indiscutibile riflessione in un mondo dove il rapido cambiamento delle tecnologie e delle modalità di trasmissione e comunicazione stanno lentamente modificando la modalità di relazione sociale, il senso stesso del sapere e della memoria.

E’ per questo che Valeria Zurlo con Circus Bosch, dalla sua fondazione, sta costruendo un percorso di formazione per bambini, giovani, adulti che coniughi abilità circensi, teatro ed uso del corpo puro, espressivo, creativo.